LA STORIA

Renato RattiLa unicità di origine di una determinata sottozona e la delimitazione della stessa, la classificazione delle diverse annate, l'affinamento in bottiglia per concedere e mantenere morbidezza, eleganza e lunga vita al vino, sono tre momenti vissuti in prima persona, sono tre concetti che considero di nuovo stile.Renato Ratti

Renato Ratti, 1971

Renato RattiQualità, ricerca, passione, rispetto della nostra storia e del nostro territorio con apertura verso il futuro sono i principi della nostra filosofia e l'espressione dei nostri vini.Renato Ratti

Pietro Ratti, 2003

1934
Nasce Renato Ratti. Dopo aver fatto gli studi di Enologia ad Alba "emigra" in Brasile dove si occupa della produzione di Vermouth e spumanti della Cinzano di S.Paolo. Le esperienze maturate in un grande paese come il Brasile saranno decisive per la crescita professionale e per le idee innovative che svilupperà successivamente nelle Langhe.

1965
Renato Ratti ritorna in Piemonte dove acquista la prima vigna per la produzione di Barolo: è una piccola vigna della storica zona di Marcenasco, sotto l'Abbazia dell'Annunziata a La Morra. Nell'antica Abbazia (sec.XV) viene vinificato il primo Barolo Marcenasco, proveniente da singolo vigneto (cru).

1969
Entra in azienda il nipote Massimo Martinelli, anch'egli enologo, con cui viene messa a punto la tecnica di vinificazione, maturazione ed affinamente del Barolo Marcenasco, per ottenere una ricercata eleganza, finezza e longevità di questo importante vino. Si accorciano i tempi di fermentazione e macerazione e si riducono a due gli anni di maturazione in legno. L'affinamento in bottiglia diventa fondamentale per l'evoluzione nel tempo del Barolo Marcenasco. E' un metodo completamente innovativo per la zona. Negli anni settanta vengono potenziati i vigneti di Marcenasco, Conca e Rocche a La Morra, rinnovati quelli della vigna Colombè di Mango e quelli della proprietà di Villa Pattono a Costigliole d'Asti. Nell'antica Abbazia dell'Annunziata nasce il "Museo Ratti dei Vini di Alba", importante meta di numerosi visitatori che vogliono approfondire la conoscenza del Barolo e dei vini delle Langhe.

1980
Dalla metà degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta Renato Ratti diventa un importante punto di riferimento per il vino delle Langhe e Italiano. E' nominato presidente del Consorzio del Barolo e successivamente direttore del Consorzio dell'Asti. Partecipa direttamente alla stesura dei disciplinari di produzione dei vini albesi ed in modo particolare della docg. Scrive numerosi libri sui vini piemontesi e italiani. Realizza, per il Museo Ratti, la carta delle annate del Barolo, la carta delle sottozone storiche del Barolo e del Barbaresco, frutto di grande ricerca sul territorio. Enologo, scrittore, storico, comunicatore, Renato Ratti diventa uno dei principali artefici della rivoluzione culturale e tecnica del mondo del vino piemontese ed italiano.

1988
Dopo la sua prematura scomparsa entra in azienda il figlio Pietro, appena diplomato alla scuola di Enologia di Alba. Prosegue negli anni '90 l'ampliamento e la ristrutturazione dei vigneti di famiglia, e continua la ricerca di unicità di origine delle varie sottozone vocate.

2002
Si inizia la costruzione della nuova cantina dell'Annunziata, la cui particolare struttura garantirà di proseguire quel lavoro di vinificazione e affinamento cominciato da Renato Ratti nel 1965, per mantenere il massimo rispetto dell'uva e del vigneto di origine.

Renato Ratti

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