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Chi siamo
1934
Nasce Renato Ratti. Dopo aver fatto gli studi di Enologia ad Alba
"emigra" in Brasile dove si occupa della produzione di Vermouth e
spumanti della Cinzano di S.Paolo. Le esperienze maturate in un grande
paese come il Brasile saranno decisive per la crescita professionale
e per le idee innovative che svilupperà successivamente nelle Langhe.
1965
Renato Ratti ritorna in Piemonte dove acquista la prima vigna per
la produzione di Barolo: è una piccola vigna della storica zona di
Marcenasco, sotto l'Abbazia dell'Annunziata a La Morra. Nell'antica
Abbazia (sec.XV) viene vinificato il primo Barolo Marcenasco, proveniente
da singolo vigneto (cru).
1969
Entra in azienda il nipote Massimo Martinelli, anch'egli enologo,
con cui viene messa a punto la tecnica di vinificazione, maturazione
ed affinamente del Barolo Marcenasco, per ottenere una ricercata eleganza,
finezza e longevità di questo importante vino. Si accorciano i tempi
di fermentazione e macerazione e si riducono a due gli anni di maturazione
in legno. L'affinamento in bottiglia diventa fondamentale per l'evoluzione
nel tempo del Barolo Marcenasco. E' un metodo completamente innovativo
per la zona. Negli anni settanta vengono potenziati i vigneti di Marcenasco,
Conca e Rocche a La Morra, rinnovati quelli della vigna Colombè di
Mango e quelli della proprietà di Villa Pattono a Costigliole d'Asti.
Nell'antica Abbazia dell'Annunziata nasce il "Museo Ratti dei Vini
di Alba", importante meta di numerosi visitatori che vogliono approfondire
la conoscenza del Barolo e dei vini delle Langhe.
1980
Dalla metà degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta Renato
Ratti diventa un importante punto di riferimento per il vino delle
Langhe e Italiano. E' nominato presidente del Consorzio del Barolo
e successivamente direttore del Consorzio dell'Asti. Partecipa direttamente
alla stesura dei disciplinari di produzione dei vini albesi ed in
modo particolare della docg. Scrive numerosi libri sui vini piemontesi
e italiani. Realizza, per il Museo Ratti, la carta delle annate del
Barolo, la carta delle sottozone storiche del Barolo e del Barbaresco,
frutto di grande ricerca sul territorio. Enologo, scrittore, storico,
comunicatore, Renato Ratti diventa uno dei principali artefici della
rivoluzione culturale e tecnica del mondo del vino piemontese ed italiano.
1988
Dopo la sua prematura scomparsa entra in azienda il figlio Pietro,
appena diplomato alla scuola di Enologia di Alba. Prosegue negli anni
'90 l'ampliamento e la ristrutturazione dei vigneti di famiglia, e
continua la ricerca di unicità di origine delle varie sottozone vocate.
2002
Si inizia la costruzione della nuova cantina dell'Annunziata, la cui
particolare struttura garantirà di proseguire quel lavoro di vinificazione
e affinamento cominciato da Renato Ratti nel 1965, per mantenere il
massimo rispetto dell'uva e del vigneto di origine.
"La unicità di origine di una determinata sottozona e la delimitazione
della stessa, la classificazione delle diverse annate, l'affinamento
in bottiglia per concedere e mantenere morbidezza, eleganza e lunga
vita al vino, sono tre momenti vissuti in prima persona, sono tre
concetti che considero di nuovo stile." Renato Ratti,
1971
"Qualità, ricerca, passione, rispetto della nostra storia e del
nostro territorio
con apertura verso il futuro sono i principi della nostra filosofia
e l'espressione dei nostri vini." Pietro Ratti,
2003
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Alcuni
scritti: |
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"L'innovatore"
di Renato Ratti (1985) |
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"Barolo
il Grande" di Renato Ratti (1985) |
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"Nebbiolo
vitigno di terroir" di Pietro Ratti (2004) |
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Bibliografia: |
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Renato
Ratti |
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Massimo
Martinelli |
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